Selezione: è questa, dicono i gestori di Morningstar Investment Management (MIM) la parola d’ordine che deve guidare gli investitori quando si occupano dei mercati emergenti. La necessità di effettuare scelte rigorose è alimentata dalla natura stessa dei mercati emergenti a cui spesso ci si riferisce come un unico asset di investimento ma che, in realtà, è un universo formato da mondi diversi che vengono influenzati da storie differenti.
Un esempio lo danno gli indici. Il paniere Morningstar dedicato ai Global emerging market nell’ultimo mese (fino all’8 luglio e calcolato in euro) ha guadagnato il 5%. Nello stesso periodo il benchmark dedicato all’Europa in via di sviluppo ha registrato +7%. La differenza diventa più marcata allargando l’orizzonte temporale a inizio 2019. Da gennaio il paniere globale ha segnato +11,6%, mentre quello del Vecchio continente emerging ha avuto un progresso di quasi il 25%.
Indici Morningstar Global emerging market e Europe emerging a confronto
Dati in euro aggiornati all'8 luglio 2019
Fonte: Morningstar Direct
“Secondo noi l’interesse generale per i mercati emergenti sta in qualche modo calando”, spiega un report di MIM. “L’idea di investimento, invece, si rafforza quando si decide di diventare selettivi riguardo alla regione in cui si intende investire. Guardati in questa ottica troviamo che l’Europa e l’Asia emergenti siano le regioni con le opportunità più interessanti”. Nella tabella sotto sono elencati i fondi presenti nella categoria Morningstar Europe emerging.
Fonte: Morningstar Direct
Nella tabella sotto, invece, sono elencati i 10 fondi della categoria Morningstar Global emerging market che hanno la maggiore esposizione netta all’azionario Asia.
Occhio alle valute
Anche se sono diversi, i mercati emergenti hanno un elemento che li accomuna: la sensibilità all’andamento delle valute (qui un approfondimento sul mercato delle currency). Lo si è visto bene nel 2018, un anno difficile anche per l’asset di investimento emerging market. “Mentre i paesi emergenti hanno perso il 4,5% in local currency, sono affondati del 10,2% in dollari”, spiegano da MIM. “Questo sottolinea il fatto che molto del cattivo andamento dei listini era guidato dal fatto che le valute locali stavano perdendo terreno nei confronti del dollaro e non da una brutta performance delle società che facevano parte dei panieri” (vedi grafico sotto).
Come ogni volta che si ha a che fare con asset rischiosi è importante fare le valutazioni corrette. “Bisogna capire il ruolo che ogni esposizione sta giocando in relazione con gli altri elementi del portafoglio”, dice il report di MIM. “I mercati emergenti non sono per i deboli di cuore ma, se usati correttamente, possono aiutare gli investitori a ottenere sani rendimenti (aggiustati per il rischio) nel lungo periodo”.
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