Leonardo, Saab e Rheinmetall: i titoli nel radar con il superciclo della difesa globale

Con l’aumento delle pressioni affinché l’Europa accresca la spesa per difesa e dia priorità alla R&S e alla produzione locale, vediamo opportunità a lungo termine per aziende come Leonardo, Saab e Rheinmetall.

Loredana Muharremi 28/02/2025 | 13:58
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difesa

Le tensioni geopolitiche, tra cui l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e le tensioni nell’Indo-Pacifico, stanno alimentando un nuovo superciclo globale della difesa. I bilanci europei per la difesa sono destinati a crescere del 6,1% annuo dal 2023 al 2035, superando gli Stati Uniti (1,7%), la Russia (3,2%) e la Cina (3,1%). L’Europa affronta decenni di investimenti insufficienti e cerca una maggiore autonomia dagli Stati Uniti.

Secondo le proiezioni, la quota dell’Europa nella spesa globale per la difesa aumenterà dal 16% al 21% entro il 2029, stabilizzandosi fino al 2035. Nel frattempo, gli Stati Uniti, dopo aver aumentato costantemente la spesa per la difesa dal 2017, dovrebbero incrementare il loro budget in linea con il PIL, raggiungendo il 3,3% entro il 2035, in leggero calo rispetto al 3,5% del 2024. A medio termine, entrambe le regioni daranno priorità alle munizioni e alle apparecchiature “off-the-shelf” per soddisfare le esigenze a breve termine.

Potenziale a lungo termine per Leonardo, Saab e Rheinmetall

Sebbene questo trend sostenga tutte le aziende europee del settore della difesa, i nostri top picks sono Rheinmetall RHM, Saab SAAB B, e Leonardo LDO. Rheinmetall è un chiaro beneficiario, con la Germania che guida l’aumento della spesa e il forte posizionamento della società nei settori delle munizioni, dei veicoli terrestri e della difesa aerea. Saab è ben posizionata per capitalizzare la crescente importanza strategica della difesa dei Paesi nordici e del Mar Baltico e la sua esposizione al comparto della difesa tedesco.

Leonardo potrà trarre vantaggio dall’aumento della spesa europea per la difesa, in particolare nel settore dell’elettronica, e dalla joint venture con Rheinmetall per i veicoli terrestri. Inoltre, se l’Europa implementerà uno stanziamento di bilancio per la difesa, potrà beneficiarne. Italia e Spagna, date le loro prospettive macroeconomiche, farebbero altrimenti fatica a raggiungere anche solo l’obiettivo del 2% del PIL entro il 2029.

Di fronte a questi sviluppi, abbiamo aumentato la stima del fair value di Rheinmetall a 1.310 euro, quella di Saab a 371 corone svedesi e quella di Leonardo a 42,40 euro.

La richiesta di Trump all’Europa sulla spesa per la difesa non è realistica

La richiesta di Donald Trump all’Europa di aumentare la spesa per la difesa al 5% del PIL non è realistica, e renderebbe necessari forti aumenti delle tasse o a una significativa espansione del debito. L’industria della difesa europea non è in grado di far fronte all’incremento di domanda così velocemente e ci vorrebbe almeno un decennio per raggiungere l’obiettivo. Tuttavia, il 5% potrebbe non essere necessario se l’Europa co-investisse in programmi militari congiunti, riducendo le inefficienze e abbassando i costi per le piattaforme.

Riteniamo che un obiettivo del 3,1% entro il 2029 sia fattibile se strutturato in modo strategico e incentrato sulla produzione europea e sulla ricerca e sviluppo (R&S). Il finanziamento del debito potrebbe sostenere questa crescita e un’esenzione temporanea della spesa per la difesa dal limite di deficit del 3% del PIL consentirebbe una rapida espansione senza violare le regole fiscali, distribuendo i costi nel tempo invece di richiedere aumenti immediati delle tasse o tagli al bilancio. Nel nostro report dal titolo Global Defense Industry Landscape evidenziamo come l’aumento della spesa per la difesa possa anche favorire la crescita economica, soprattutto se si concentra sulla produzione nazionale e sull’innovazione, piuttosto che sulle importazioni e sugli acquisti off-the-shelf.

Attualmente, oltre il 60% delle importazioni europee nel settore della difesa proviene dagli Stati Uniti, e gran parte del budget viene speso per equipaggiamenti non standard. Se l’Europa desse priorità alla R&S e alla produzione locale, potrebbe non solo migliorare l’autonomia strategica, ma anche stimolare la creazione di posti di lavoro e di industrie collegate lungo la catena di approvvigionamento della difesa.

Articolo redatto da Johanna Englundh.


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Info autore

Loredana Muharremi  è analista azionaria di Morningstar.

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