L’imposizione di tariffe del 20% su beni e servizi europei da parte del Presidente Trump ha avuto un impatto immediato sui mercati azionari europei giovedì 3 aprile.
L’indice Stoxx Europe 600 ha perso oltre il 2% giovedì, dopo i cali registrati in Asia nella notte precedente e l’apertura in forte ribasso di Wall Street, dove l’S&P 500 è in caduta di quasi il 4%.
In forte ribasso i titoli del lusso
Poiché le vendite negli Stati Uniti rappresentano il 30% del fatturato globale del settore del lusso, si è verificato un immediato crollo di titoli chiave come LVMH MC, Pandora PNDORA, EssilorLuxottica EL e Burberry BRBY.
Jelena Sokolova, analista azionaria di Morningstar, afferma che finora non si parla di delocalizzazioni di aziende del lusso negli Stati Uniti, che potrebbero potenzialmente mitigare l’impatto dei dazi. “La produzione europea fa parte del marchio”, ha dichiarato. Sebbene le aziende del lusso abbiano un potere di determinazione dei prezzi e i clienti siano globali, l’analista è preoccupata per l’impatto delle tariffe sulla crescita economica e sul sentiment dei consumatori.
I settori difensivi, invece, sono in rialzo, grazie alla ricerca di rifugi sicuri nel mercato azionario. I titoli delle utility e del settore immobiliare sono saliti in tutto il continente, così come i titoli del settore aerospaziale e della difesa, che hanno già ricevuto una spinta quest’anno grazie all’aumento della spesa per la difesa in Europa. In controtendenza rispetto ai mercati nel loro complesso, la britannica BAE Systems BA., la tedesca Rheinmetall RHM e l’italiana Leonardo LDO attraggono gli investitori, aumentando i già forti guadagni di quest’anno.
I settori azionari che hanno registrato le peggiori performance
• Lusso (LVMH -5%, Kering -7%, Pandora -1O%)
• Banche (HSBC -7.6%, Standard Chartered -12%)
I settori azionari più performanti
• Difesa (Rheinmetall +3,7%, BAE Systems +3%)
• Utility (RWE +0,8%, SSE +5%, E.ON +5%)
L’impatto sui titoli europei può essere molto pesante
Michael Field, Chief Equity Strategist di Morningstar, ha dichiarato:
“Il fatto che i Paesi asiatici siano stati colpiti molto più duramente dell’Europa non sarà di alcuna consolazione qui da noi. Tariffe del 20% su tutte le merci europee sono potenzialmente devastanti per molte industrie, se davvero queste tariffe sono permanenti e fisse. Questo è, però, improbabile, visto che i funzionari dell’amministrazione Trump hanno lasciato intendere che sarà possibile negoziare. La volatilità a breve termine è, comunque, inevitabile, dato che le tariffe entreranno in vigore il 5 aprile, senza che i governi abbiano il tempo di fermare il processo.
“I settori dei beni di consumo, della salute e dell’industria saranno tra i più colpiti dalle nuove misure. La misura in cui non abbiamo ancora riflesso nelle nostre previsioni di flusso di cassa, né nelle nostre stime di fair value”.
“Peggio ancora sarà la risposta dell’UE e la probabile contro-risposta del governo statunitense. Tutto ciò aumenterà i danni alle imprese esportatrici e importatrici. Le prossime settimane ci diranno se questo evento ha il potenziale per rimodellare il commercio globale o se, come molti hanno previsto, c’è spazio per un accordo”.
I prezzi dei titoli di Stato dell’eurozona e del Regno Unito sono saliti perché gli investitori hanno cercato sicurezza, di conseguenza gli yield sono scesi dai livelli recentemente elevati e l’euro ha guadagnato rispetto al dollaro.
“Il dollaro USA si è rivelato uno dei maggiori perdenti del ‘Liberation Day’. L’indice del dollaro è sceso ai minimi di 6 mesi giovedì, perdendo oltre l’1,3%, mentre gli investitori valutano il maggiore impatto di questi dazi sulla crescita degli Stati Uniti”, ha dichiarato Daniela Sabin Hathorn, analista senior presso Capital.com.
Piazza Affari in ribasso con energetici, tech e auto
Piazza Affari ha perso oltre il 3% nella seduta di giovedì, con il settore bancario che è rimasto sotto pressione, anche se i ribassi maggiori hanno interessato gli energetici, i tecnologici e l’auto. Per contro le utility hanno chiuso in rialzo.
Tra i peggiori titoli troviamo Tenaris TEN (-9,8%), Saipem (-9%), STMicroelectronics STMMI e Stellantis STLAM, entrambi con perdite superiori all’8%.
Tra le migliori società di pubblica utilità figurano Terna TRN (+3,7%), Italgas IG (+3,6%) e A2A A2A (+3,5%).
Titoli finanziari in ribasso in tutta Europa
In tutto il continente, i titoli finanziari hanno registrato ribassi: a Parigi, Société Générale GLE e BNP Paribas BNP BNP hanno subito un forte calo, così come UniCredit in Italia (-6,96%), ABN Amro ABN nei Paesi Bassi e UBS UBSG in Svizzera.
Hanno contribuito Jocelyn Jovene, Sara Silano, Robert Van Den Oever, Fernando Luque, Ollie Smith, Christopher Johnson, Johanna Englundh.
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