Le azioni globali crollano per il secondo giorno, mentre la Cina risponde ai dazi

Un escalation della guerra commerciale ha fatto crollare le azioni e aumentare i prezzi delle obbligazioni per il secondo giorno.

Lukas Strobl 04/04/2025 | 13:34
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Illustrazione di stile a collage di un diagramma circolare, con segmenti che contengono fotografie di fornitori di materiale da costruzione, di attrezzature industriali e di veicoli su un'autostrada.

I titoli europei e statunitensi sono crollati venerdì 4 aprile dopo l’imposizione da parte della Cina di una tariffa del 34% su tutti i beni statunitensi, che minaccia di affossare le speranze di una risoluzione negoziale della guerra commerciale.

L’indice Morningstar Europe ha perso circa il 5%, dopo i ribassi della seduta di ieri, con le banche e i settori ciclici in maggiore calo. Societe Generale GLE e Banco de Sabadell SAB hanno guidano i ribassi con perdite superiori al 10%, mentre Barclays BARC e HSBC HSBA sono scese rispettivamente dell’8,7% e del 6,4%. Tra le italiane UniCredit ha perso il 9,6%.

Sia l’indice Morningstar Europe che quello Morningstar UK hanno registrato il peggior calo giornaliero dal sell off globale del marzo 2020.

Negli Stati Uniti, il Morningstar US Market Index scende del 4% dopo essere crollato di oltre il 5% giovedì. L’indice S&P 500 cala del 3,8% venerdì, così come il Nasdaq, che è a forte componente tecnologica.

Per Michael Field, chief markets strategist di Morningstar, le tariffe cinesi avranno un impatto significativo: “Il fatto che la Cina sia la prima nazione a fare ritorsioni dopo il ‘Liberation Day’ non è una sorpresa, dato che è stata il bersaglio di alcune delle misure più dure degli Stati Uniti. La mossa della Cina potrebbe essere un gesto geniale, dato che la principale esportazione degli Stati Uniti verso la Cina è costituita da colture e sementi, un’attività a basso margine che sarà devastata dalla nuova misura, facendo ulteriore pressione sull’amministrazione statunitense affinché vada al tavolo negoziale”, ha affermato Field.

“Per l’Europa, questa mossa ha aspetti positivi e negativi. Positiva perché consente all’UE di annunciare misure di ritorsione senza essere la prima a farlo. Negativo perché non fa altro che infiammare la crescente guerra commerciale globale, peggiorando le cose per le aziende dell’UE. Aspettiamoci ulteriori annunci nelle prossime settimane, il peggio deve ancora venire”.

Potrebbe esserci ancora un accordo?

Dopo l’annuncio del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di dazi a tappeto nella tarda serata di mercoledì, che ha avuto un esito “peggiore” in termini di entità, la reazione iniziale dei mercati azionari globali è stata contrastante, in quanto molti osservatori si sono aggrappati alla speranza di un’attenuazione della struttura finale in seguito all’offerta di concessioni da parte dei partner commerciali degli Stati Uniti, mentre la fuga verso i beni rifugio ha favorito alcuni segmenti del mercato.

Poche ore prima del passo di ritorsione della Cina, Trump si è detto disponibile a smorzare il colpo dei suoi dazi se verranno fatte delle concessioni. “Se qualcuno dicesse che ci darà qualcosa di fenomenale, finché ci dà qualcosa, va bene”, ha detto il Presidente ai giornalisti a bordo dell’Air Force One.

Le pesanti tariffe di ritorsione della Cina potrebbero essere il primo colpo di una dinamica di “tit-for-tat” che potrebbe lasciare il commercio globale bloccato e spingere l’inflazione soffocando la crescita economica.

I settori difensivi sovraperformano, ma tutti sono in rosso

Sebbene i titoli dei servizi di pubblica utilità e alcuni titoli del settore sanitario abbiano resistito al crollo di giovedì in un contesto di fuga verso la sicurezza, anche questi settori sono ora in rosso, con l’indice di settore Stoxx 600 Utilities che ha ceduto la maggior parte dei guadagni della sessione precedente e ha perso quasi il 2%. Questo dato si confronta con il calo del 5% dell’indice Stoxx 600 più ampio.

I titoli europei dell’aerospazio e della difesa, un settore che ha registrato un forte rally quest’anno quando Trump ha messo in dubbio il futuro dell’alleanza transatlantica, e che ha anche sfidato il ribasso di giovedì, sono scesi bruscamente venerdì. Il campione italiano della difesa Leonardo LDO ha guidato i ribassi con un calo di oltre il 12%, mentre BAE Systems BA. e Thales HO sono scesi di oltre il 5% e la tedesca Rheinmetall RHM ha registrato un calo vicino al 6%.

La fuga verso la sicurezza deprime i rendimenti obbligazionari

I rendimenti dei titoli di Stato sono scesi ulteriormente venerdì, mentre i prezzi sono aumentati, perché gli investitori sono alla ricerca di asset sicuri nel contesto del sell-off dei mercati azionari e hanno aumentato la domanda.

Lo yield del Treasury USA a 10 anni è sceso sotto il 4%, il livello più basso dall’inizio dello scorso anno. Prima dell’annuncio dei dazi da parte di Trump, mercoledì, i rendimenti dei Treasury decennali si erano attestati al 4,2%.

Cosa potrebbe succedere dopo la mossa cinese?

Le conseguenze di questo conflitto commerciale vanno ben oltre i mercati finanziari, secondo Axel Botte, head of market strategy di Ostrum Asset Management. “Le ritorsioni tariffarie da parte della Cina potrebbero colpire le società di servizi tecnologici statunitensi, aggiungendosi alle attuali preoccupazioni del mercato”, ha dichiarato venerdì.

“Un altro sviluppo significativo, è che la Cina promuoverà una domanda interna più forte e il libero scambio con Corea del Sud e Giappone. Potrebbero volerci anni, ma se la Cina riuscirà a ristrutturare la propria economia per diventare una maggiore fonte di domanda globale, l’epicentro dell’economia mondiale si sposterà più a est. La concezione arcaica di Trump in materia di dazi non solo ha minato la libera circolazione delle merci in Nord America, ma potrebbe aver consegnato la leadership economica globale alla Cina”.

Sara Silano, Sunniva Kolostyak e Valerio Baselli hanno contribuito a questo articolo.


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Info autore

Lukas Strobl  è editorial manager EMEA di Morningstar.

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