Giornata contrastata, ma in chiusura positiva, per le Borse internazionali. Wall Street a metà seduta e dopo un inizio incerto, sta viaggiando col segno più, mentre cerca di interpretare le ultime notizie macroeconomiche. Da una parte ci sono i dati sulla produzione industriale che, a marzo, secondo la Federal Reserve è salita dello 0,9% dopo il +0,2% (rivisto) di febbraio. Gli analisti si aspettavano una progressione dello 0,7%.
Dall’altra ci sono ancora dati negativi sul fronte della disoccupazione che, secondo il Dipartimento del lavoro sta ancora crescendo. L’indice settimanale sulle richieste iniziali di sussidi ha toccato il livello più alto dal 20 febbraio. In questo scenario la Fed ha detto che, se la situazione non cambierà, potrebbe decidere di non toccare i tassi di interesse. Maggiori indicazioni si avranno comunque il 26 e il 27 aprile quando la Banca centrale americana darà le sue previsioni sull’andamento dell’economia.
La salita, seppur faticosa di New York, ha permesso ai listini europei di dare un colpo di coda e chiudere con segno più. Da questa parte dell’Oceano il documento più letto è stato il Bollettino mensile della Bce secondo cui nei primi mesi di quest’anno “la ripresa economica è proseguita nell'area Euro”. Il consiglio direttivo dell’istituto, tuttavia, “si attende che il tasso d'incremento del Pil resti moderato nel 2010”. Il livello dei tassi d'interesse, con il tasso principale all'1%, “continua ad essere adeguato”, scrive anche la Bce.
A Milano, dove l’indice Ftse Italia All Share ha segnato +0,33% e il Ftse/Mib +0,25%, tra i titoli in rialzo da segnalare Fiat da cui gli investitori aspettano notizie sul nuovo piano industriale. In ripresa i bancari sulla scia dell’andamento del comparto a livello internazionale, dopo i conti positivi di JP Morgan e dopo la notizia secondo cui Deutsche Bank, Goldman Sachs, JpMorgan, Macquarie Group e Morgan Stanley si occuperanno della quotazione di Agricultural Bank of China, la terza più grande banca del Paese del Drago per asset. L’Ipo potrebbe superare i 22 miliardi di dollari raccolti nel 2006 da Industrial Commercial Bank of China.
Da Pechino è arrivata anche la notizia che il Pil cinese, nel primo trimestre di quest’anno è cresciuto dell’11,9% rispetto allo stesso periodo del 2009, dopo il +10,7% registrato negli ultimi tre mesi del 2009. Anche l'inflazione è in salita: l'indice dei prezzi al consumo, tra gennaio e marzo, è aumentato del 2,2%. Il tasso di crescita è comunque sotto il tetto del 3%, fissato per l’intero anno dal governo cinese. Nuovo balzo in avanti per la produzione industriale che, nel trimestre, è cresciuta del 19,6%. Nell'ultimo trimestre 2009 la crescita era stata del 18%. I dati cinesi insieme alle buone trimestrali Usa di ieri hanno spinto la Borsa di Tokyo: il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,6%, a quota 11.273 punti, sui massimi della settimana.
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